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Bed and Breakfast Sicilia / Provincia di Trapani / San Vito Lo Capo

hotel residence sikania

Hotel
via g. arimondi, 128 SAN VITO LO CAPO - zona: centro
Tel. 0923 621486 Fax 0923 974555
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Attenzione: Google Street view mostra un'immagine approssimata dell'indirizzo indicato. La visuale potrebbe non corrispondere alla reale veduta della struttura.

zona: Centro

La prima costruzione, realizzata intorno al '300, fu una piccola cappella dedicata alla San Vito martire, patrono venerato del borgo marinaro. Sin dagli antichi si racconta che il giovane Vito (nato in realtà a Mazara del Vallo), convertitosi al cristianesimo fu costretto ad abbandonare il paese natale per sottrarsi alle persecuzioni dell'imperatore Diocleziano.

Alla fuga venne accompagnato dalla nutrice Crescenza e all'istitutore Modesto, dopo aver navigato qualche giorno in balio del mare, trovarono rifuggio in golfo riparato da un capo roccioso (Egitarso), non molto lontano presidiavano gli abitanti del villaggio Conturrana, a cui i tre naufraghi avrebbero cercato di convertire la loro fede al cristianesimo, ma furono subbito scacciati via; Nella fuga Vito trovo la morte e una frana seppellì il paese e tutti gli abitanti (il castigo di Dio per gli infedeli). Sempre secondo il mito Santa Crescenza in fuga dalle minacce dagli abitanti del villaggio, arrivata ad una distanza di circa tre km dal paese si girò a guardare il crollo del paese divenne pietra nello stesso punto dove adesso sorge la cappella.

Appena superata l'impronta suggestiva della cappella di Santa Crescenza, correndo verso il paese si lascia uno scorcio di storia, per cominciare un cammino pieno di suggestioni di antiche culture, una commistione di colori delle case bianche basse ammantate dal verde delle bouganville, viuzze profumate da cascate di gelsomini, e sapori che narrano antiche tradizioni da fissare nella memoria e portare via dentro di sé.

Percorrendo tutta la via Savoia, via principale del paese si arriva davanti ad una antica fortezza araba trasformata nel XIII secolo nel maestoso Santuario. Davanti al Santuario in piazza vengono organizzate nelle serate estive spettacoli e concerti.

A pochi passi da piazza Santuario troviamo il Museo del Mare (via Savoia 57), dove sono conservati alcuni importanti reperti archeologici recuperati dai fondali marini sanvitesi, in particolar modo sul relitto della nave arabo-normanna che giace sui fondali antistanti il Faro. Il Faro di San Vito emette una luce che arriva fino a oltre venti miglia marine, e per questo è uno dei più importanti della Sicilia. Dista dall’abitato circa 1 Km, e la torre è alta mt. 39. 60.

Uscendo dalle “viuzze” del paese, e andando in direzione della riserva dello Zingaro si arriva in via del secco dov'è ubicata La Tonnara di San Vito Lo Capo ai piedi del monte Monaco, tappa consigliata non solo per interesse turistico della struttura, ma anche per poter fare un bel bagno in acque cristalline, godendo di uno sfondo che da solo narra tanta storia, Stabilire con precisione l'anno della costruzione del fabbriato risulta difficile alcune notizie risalgono al 1600.

Si suppone che fosse proprietà del Monastero di Santa Rosalia di Palermo, anche se il Marchese di Villabianca, in maniera invero confusa, cita anche il Monastero di San Vito di Palermo.

Nel 1872 la Tonnara del Secco viene acquistata da Vito Foderà di Castellamare del Golfo, viene costruito lo stabilimento dove si salavano ed inscatolavano i tonni, viene ingrandito il caseggiato, costruito il giardino retrostante e la terrazza antistante.

Vito Foderà mantiene relazioni con tutta l'Italia e vende il tonno, non soltanto in Sicilia, ma anche a Napoli, Livorno e La Spezia.

Alla morte di Vito Foderà (1920) la vedova Silensi in Foderà l'affitta; prima, ai fratelli Plaja (dal 1920 al 1924), e poi ai fratelli Monticciolo (dal 1925 al 1929).

Nel 1930 i fratelli Plaja acquistano la Tonnara e nel 1933 viene firmato il contratto.
Ma le mattanze iniziano ad essere negative, il pesce non viene mai inscatolato ma venduto al mercato ittico.

Un Rais inesperto volle cambiare la zona di pesca e le portò sui fondali sabbiosi davanti alla spiaggia.

Le reti ormai non vengono calate più dal 1969. Quell’anno non fu catturato nemmeno un pesce, ma ancora oggi in primavera e all’inizio dell’estate è facile vedere i tonni nuotare allegramente a fior d’acqua nel golfo del Secco, segno che quei grossi pesci - una volta ricchezza per intere popolazioni - non hanno disertato del tutto questi mari. "

Attualmente il complesso è impraticabile e in stato purtroppo d'abbandono.

La riserva dello zingaro è uno dei paesaggi più suggestivi della Sicilia senza strada litoranea, (malgrado ne fosse stata prevista una ed effettivamente iniziata già nel 1976). Si sviluppa lungo la costa per oltre sette chilometri, in uno dei pochi lembi di terra ancora integri in tutta l'Isola. Sono montagne che si innalzano dal mare, percorse da sentieri che portano a scoprire scorci di paesaggi di bellezza in cui la luce particolare fa riverberare i colori delle rocce e della vegetazione contrapponendoli alle diverse tonalità di bleu-mare del sottocosta.

La Riserva si estende nella parte Occidentale del Golfo di Castellammare, nella penisola di San Vito lo Capo che si affaccia sul Tirreno tra Castellammare del Golfo e Trapani. Il territorio ricade per gran parte nel comune di San Vito lo Capo e in misura minore nel comune di Castellammare.

All'interno della riserva si trovano il Museo Naturalistico, il Museo delle Attività Marinare, il Museo della Civiltà Contadina, dove è riprodotto il ciclo completo del grano, il Centro di Educazione Ambientale, due aree attrezzate e dei caseggiati rurali adibiti al bivacco.

Nella riserva si trovano oltre 800 specie di piante di grande interesse naturalistico e paesaggistico, nidificano oltre 40 specie di uccelli, altre vi svernano o vi sostano durante le migrazioni.

Altri rappresentanti della fauna della riserva sono la Volpe, la Donnola e l'Allocco (rapace notturno tipico dei boschi che si è adattato perfettamente a questo ambiente), il Coniglio Selvatico, ed alcuni rettili come la Vipera, il Saettone, il Biacco e la Lucertola Siciliana.

Il paesaggio sottomarino è un susseguirsi ininterrotto di colori e forme. Nelle pareti rocciose ricoperte da alghe, anemoni e madrepore, nuotano i piccoli pesci dalle livree coloratissime tipici delle rocce del sottocosta. In profondità, dove sono più frequenti le spugne, è possibile trovare alcune isolate colonie di corallo rosso

Le costruzioni sono il simbolo della presenza dell'evoluzione umana:
un gruppo di case rurali nei pressi di Monte Passo del Lupo, e alcuni fabbricati sparsi che si trovano in C. da Sughero e in C. da Zingaro, abitati fino ad alcuni decenni fà e destinati a lavori inerenti all'agricoltura ed alla pastorizia; la Torre dell'Uzzo, sulla costa nella C. da omonima, costruita nel '500 con funzioni di militari, a cui in seguito si sono addossate piccole abitazioni di uso agricolo; la Tonnarella dell'Uzzo, attiva fino al secolo scorso con funzioni di appoggio alla più importante tonnara di Scopello.

Magnificamente organizzata dal punto di vista della fruizione (sentieri con precise indicazioni, rifugi, punti-acqua, aree attrezzate, musei, parcheggio auto, etc), la riserva è visitabile solamente a piedi, non esistendo al suo interno strade carrabili. Tutti i sentieri sono ben supportati da adeguata segnaletica.


Gli ingressi alla riserva sono due:

- a Sud: da Scopello - ingresso principale, attrezzato con strutture ricettive
Percorrere l’autostrada A29 Palermo-Mazara fino all’uscita per Castellammare del Golfo.

Seguire la SS 187 in direzione Trapani fino allo svincolo per Scopello.

- a Nord: da San Vito Lo Capo
Arrivare alla SS 187 come sopra indicato e svoltare allo svincolo per San Vito.

ESCURSIONI

ERICE – SALINE – SEGESTA
MAZARA DEL VALLO – SELINUNTE
PALERMO – MONREALE
MARSALA – MOZIA – CANTINE
AGRIGENTO “ VALLE DEI TEMPLI”

IMBARCAZIONE
RISERVA DELLO ZINGARO SCOPELLO

MINICROCIERA motobarca
ISOLA DI FAVIGNANA E LEVANZO

Erice

Erice è una borgata medievale circondata da possenti mura, arrocata sulla cima del Monte San Giuliano a settecentocinquanta metri, davanti aTrapani e alle Egadi.
Centro religioso degli Elimi, famoso per il suo tempio ove i Fenici adoravano Astarte, i Greci Afrodite ed i Romani Venere, fu contesa dai Siracusani e Cartaginesi sino alla conquista da parte dei Romani nel 244 a. C.

La pietra è il tratto scenografico di questa cittadella: in pietra sono le numerose chiese, le case arabonormanne con logge, cortili e patii ornati di piante e fiori.

Fra i molti monumenti di notevole importanza è la Chiesa Matrice (XIV sec.), dedicata alla Madonna e con gli interni rifatti nel secolo scorso, il Castello Medievale (XII-XIII sec.) con i resti del tempio e il Palazzo Municipale, sede di una biblioteca e del Museo Cordici, ricco di con reperti archeologici della necropoli ericina, tra cui spicca una testa di Afrodite del IV sec. a. C.

A Erice si trova il Centro studi internazionali intitolato a Ettore Majorana, voluto dall'illustre fisico trapanese Antonino Zichichi, che richiama gli studiosi più qualificati del mondo per la trattazione scientifica di problemi che interessano diversi settori: dalla medicina al diritto, dalla storia all'astronomia, dalla filologia alla chimica.

Saline
La sicilia è terra ricca di saline. Le saline che costituiscono la Riserva Naturale di Trapani si estendono su un' area di novecentocinquanta ettari. La strada costiera, che da Trapani porta a Marsala, attraversando la Riserva è detta la “via del sale”: paesaggio da sogno pianura esterminata con mulini a vento, cumili bianchi di sale che assomigliano alle piramidi, e che di giorno brillano al sole e poi al tramonto si tingono di porpora, rubino fino all'amaranto. La storia racconta che furono i fenici ad impiantare le prime vasche per l'estrazione del sale. Con Federico II imperatore, diventarono monopolio di stato. A Nubia, a cinque chilometri da Trapani vi è il Museo del Sale, nel quale sono esposti tutti gli attrezzi che raccontano il lavoro nelle saline.

Segesta
Fondata dagli Elimi e situata nella parte nord-occidentale della Sicilia.
La vecchia città sorge presso il monte Barbaro, alle spalle del golfo di Castellamare.
Di particolare bellezza sono il tempio dorico, e il teatro in parte scavato nella roccia della collina.

Fin dalla loro fondazione Segesta e Selinunte, furono in guerra per motivi di confini.
Segesta chiese aiuto ad Atene perchè intervenisse contro l'intraprendenza Selinuntina supportata da Siracusa.

Gli atenesi assediarono Siracusa ma ne risultarono disastrosamente sconfitti.
Gli scontri si conclusero quando Selinunte fu assediata e distrutta dai Cartaginesi, invocati anche questa volta dai Segestani.

La città rinaque con i romani che la difesero dal tentativo di riconquista cartaginese.
Segesta fù distrutta esaccheggiata dai Vandali e mai non osarono violare i templi e il teatro.

“Tempio”
Il tempio è di stile dorico e si innalza in maestosa solitudine su una collina.
Chiuso da 14 colonne sui lati lunghi e 6 sulla facciata e 6 sul dietro, sono alte 9 metri, ed hanno un diametro di 2 metri.

Per la sua fattura e per la suo attuale stato di conservazione, può considerarsi uno fra i templi più belli dell'antichità.

Per alcuni storici non fù finito, forse a causa di una guerra.

“Teatro”
Il teatro è situato più a nord del tempio, dove sorgeva l'acropoli, dentro le mura.
Sette cunei dividono i posti degli spettatori. La separazione sono fatte in travertino.
La divisione orrizzontale del teatro (diazoma) permetteva lo spostamento dei visitatori da una sezione all'altra del teatro.

Il teatro poteva ospitare fino a quattromila spettatori.

Mazara del Vallo

Sorge sulla sponde sinistra della foce del fiume Mazzaro, lungo la costa occidentale dell'isola tra Capo Boeo e capo San marco.

Il porto di Mazara per la pesca è uno dei maggiori d'italia.

Mazara conserva numerose testimonianze che vanno dal XI al XVIII secolo, tra cui la chiesa di San Nicolò Regale che è stile normanna; mentre in stile barocco è la chiesa di Santa Veneranda e di Sant'Ignazio la Piazza della Repubblica su cui si aprono il Seminario dei Chierici, il Palazzo Vescovile e la Cattedrale.

Selinunte

La città di Selinunte prese il nome da Selinon, il prezzemolo selvatico.
Oggi è cumuli di antichi resti e di pietre della colonizzazione greca.
Nel VI e V secolo a. C. furono innalzati nove templi, imponenti e magnifici, decorate di statue e metope in stile dorico.

Tutto il terreno interessato forma oggi un parco archeologico della dimensione di ca 40 ettari. Il parco archeologico è oggi considerato il più ampio e imponente d'Europa.
Le sculture trovate negli scavi di Selinunte si trovano soprattutto nel Museo Nazionale Archeologico di Palermo l'opera più famosa Efebo di Selinunte ora custodito al Museo di Castelvetrano.

Il parco archeologico è diviso in quattro zone: L'Acropoli, la collina orientale, la città antica e il santuario di Malophoros.

Palermo

Palermo è sontuosa e povera, indolente ed effervescente, splendida e malinconica tenera e passionale; ha conservato il mistero delle cose andate.
Anni di predomini stranieri hanno lasciato tracce indelebili anche nel patrimonio artistico, fatto di capolavori e stili architettonici che convivono insieme: Palermo punica, greca e bizantina; edifici di impronta araba; chiese e castelli normanni, fantasioso barocco spagnolo fino al moderno liberty.

Tra i monumenti più significativi del centro storico di Palermo ricordiamo:

il Palazzo dei Normanni, conosciuto anche come Palazzo Reale, che è oggi sede della regione Sicilia e che conserva al suo interno il più significativo monumento dell’arte arabo-normanna, ossia la Cappella Palatina, eretta da Ruggero II nel XII secolo e interamente ricoperta da sfavillanti mosaici dorati e da intarsi;
la Chiesa di san Giovanni degli Eremiti, eretta sulle rovine di un preesistente edificio religioso nel XII secolo, è una delle testimonianze più significative della presenza araba a Palermo, e ciò è ravvisabile soprattutto nelle cupole rosse e nei numerosi archi ogivali che decorano l’interno della chiesa;
la Cattedrale dell’Assunta, costruita nel XII secolo ma pesantemente rimaneggiata nei secoli successivi, che conserva al suo interno (in stile neoclassico) le tombe degli Imperatori normanni e le sacre reliquie di santa Rosalia, la patrona della città;
la Martorana, nome con il quale è conosciuta la Chiesa di santa Maria dell’Ammiraglio, eretta in epoca normanna e ancora oggi decorata con splendidi mosaici del XII secolo;
l’Oratorio di santa Zita, una piccola cappella dedicata alla Madonna che presenta una complessa decorazione in stucco in cui sono raffigurate scene bibliche ed allegoriche;
Palazzo Abatellis, edificato nel XV secolo ed oggi sede della Galleria Nazionale di Sicilia, in cui sono conservate pregevolissime opere di artisti siciliani, come Antonello da Messina (XV secolo) e Francesco Laurana (XV secolo);
il Parco della Favorita, uno dei parchi pubblici di Palermo che un tempo era la riserva di caccia del re Ferdinando IV, è inoltre arricchito di alcuni edifici in cui si svolgono attività culturali e sociali.

Monreale

Monreale è situata su di un colle a otto chilometri da Palermo.
Uno dei gioelli di questa piccola cittadina è il Duomo di Monreale capolavoro dell'arte bizantina-araba-normanna dedicato alla Madonna e affidato all'ordine dei monaci benedettini per i quali fu costruita anche l'abbazia.

Marsala

Masala è la città di provincia famosa per il suo vino.
Il centro storico di Marsala è di origine medievale, possiamo ammirare: il Quartiere Spagnolo che è ricco di edifici eretti durante la dominazione iberica;
le due porte monumentali Porta Nuova e Porta Garibaldi; Gli imponenti edifici Palazzo Senatoriale e il Duomo stile normanno; Il Museo degli Arazzi che conserva arrazzi fiamminghi.

Mozia

Mozia è una piccola isola, piatta e bassa un lembo di terra fenicia.
L'isola è facilmente raggiungibile con barconi a motore che in pochi minuti attraversano il piccolo braccio d'acqua, la posizione strategica, circondata dalle acque basse della laguna dello Stagnone, e naturalmente protetta dalla vicina Isola Longa, la resero un obiettivo ambito sia dai Cartaginesi che dai siracusani. Ed è proprio a causa di questi ultimi che Motya venne completamente distrutta e presto dimenticata, per essere poi riscoperta alla fine del secolo scorso.

Agrigento

La provincia e' un centro turistico isolano rinomatissimo grazie al suo ingente patrimonio archeologico - basti pensare alla Valle dei Templi -, storico, culturale, naturalistico e folcloristico. Essa ha saputo valorizzarsi dal punto di vista sociale, come dimostra la manifestazione culturale del "Mandorlo in Fiore" che ricorre ogni anno nel mese di febbraio e che si svolge nella mitica Valle dei Templi e che da qualche decennio e' stata associata al Festival Internazionale del Folclore.

La Sagra del Mandorlo in Fiore e' un chiaro richiamo turistico che tende a valorizzare il gia' pittoresco patrimonio culturale e storico della citta' in cui si svolge, quindi e' un ottimo strumento turistico.

Visitiamo ancora: il teatro Pirandello, realizzato nel 1870 da Giovan Battista Basile e Dionisio Sciascia, e che fu originariamente dedicato alla regina Margherita, e solo nel 1946 prese il nome del celebre letterato.

Una visita è d’obbligo al Duomo, i cui primi lavori iniziarono nell'anno 1100 ma soltanto 200 anni dopo, la chiesa venne intitolata a San Gerlando, patrono della città.

Interessante la visita alla casa natale di Pirandello, in cui vi si rifugiò la famiglia Pirandello in occasione di un'epidemia di colera, e qui nacque Luigi, il 28 giugno del 1867.

Continuiamo la nostra visita al più frequentato lido balneare della provincia di Agrigento, quello di San Leone, d’estate meta di numerosi villeggianti.
Da non dimenticare: il Viale della vittoria, considerato da secoli il luogo della passeggiata domenicale degli agrigentini; Villa Bonfiglio e piazza Cavour; e Piazza Marconi sede della stazione ferroviaria.
La nostra visita prosegue in direzione della parte più suggestiva della città: la Valle dei Templi cioè quel che resta della splendida Akragas, antica e prospera città della Magna Grecia.

Infine, è d’obbligo una visita al Museo Archeologico di Agrigento, che, con i suoi straordinari tesori, è il più visitato dell’intera Sicilia.

Valle dei Templi

Valle dei Templi è un sito archeologico risalente al periodo della Magna Grecia, ubicato nei pressi di Agrigento, in Sicilia. Dal 1998 è stata inserita nella lista dei luoghi Patrimonio mondiale dell'umanità, redatta dall'UNESCO. È considerata un'ambita meta turistica, oltre alla più elevata fonte di turismo per l'intera città di Agrigento e una delle principali di tutta la Sicilia.
La Valle dei Templi è caratterizzata dai resti di ben sette templi in stile dorico:
Il tempio di Giunone, dedicato all'omonima dea greca. Era il tempio in cui di solito si celebravano le nozze.
Il tempio della Concordia; Il tempio di Eracle eradedicato alla venerazione del dio Eracle.
Il tempio di Zeus edificato per onorare l'omonimo dio; il tempio dei Dioscuri fu costruito per onorare i due gemelli figli di sparta e Giove; il tempio di Vulcano è uno dei templi più dannaggiati dal tempo e dai fenomeni naturali; il tempio di Esculapio costruito fuori le mura era luogo di malati in ricerca di guarigione.

Punti di interesse nelle vicinanze

* Distanze in linea d'aria
Ubicazione e stile
Il nostro hotel è collocato a poca distanza dal mare a San Vito Lo Capo centro di arte e cultura, in una zona dal grande valore archeologico ed architettonico, in una posizione tranquilla da cui si gode di una splendida veduta panoramica, nel cuore della città. "Hotel Residence Sikania" è una struttura progettata con gusto, ricercatezza e amore per la cura del dettaglio.
Dintorni
I nostri ospiti avranno la possibilità di dedicarsi allo shopping, apprezzare e acquistare i prodotti degli artigiani locali, godere della vista dei luoghi e sperimentare i sapori del posto grazie ai vari itinerari enogastronomici, perdersi tra eventi culturali e mostre, fare lunghe passeggiate estasiandosi per i numerosi giardini e gli splendidi paesaggi presenti nella zona.
Nei dintorni della nostra struttura sarà possibile trovare esempi del nostro patrimonio e varie attrazioni turistiche, impianti sportivi e palestre per prendersi cura del proprio corpo.
Location
La nostra struttura è la location ideale per tutte le famiglie in viaggio che qui si sentiranno come a casa propria, per viaggi di affari e lavoro, per una fuga romantica per reincontrarsi e riscoprirsi, per gli amanti del silenzio della natura e della tranquillità lontano dalla città.
Caratteristiche struttura
Forniremo ai nostri ospiti toilette privata in ogni camera, wifi gratuito, ambienti riscaldati, possibilità di rientrare a qualsiasi ora della notte, parcheggio, posto auto, un bel giardino, angolo cottura, un'ampia terrazza.
Le nostre camere
Nelle camere climatizzate i nostri clienti troveranno asciugacapelli, un letto per bambini (da richiedere in fase di prenotazione), tv, specchio e portavaligia, frigobar.
Possiamo accogliere fino a 0 ospiti.
Note
Ogni mattina vi saluteremo con le nostre deliziose colazioni.
La nostra struttura è dotata di accesso per disabili.
Verrete accolti e assistiti dai gestori in grado di parlare italiano, inglese.
  • Accesso Disabili
  • Climatizzazione
  • Parcheggio
  • Giardino
  • Angolo Cottura
  • Televisione
  • Wifi Gratis
  • Phon in Camera
  • Riscaldamento
  • Casa di Design
  • Per Famiglie
  • Per Affari
  • Fuga Romantica

* Dichiarate dal Gestore
Camera Doppia MIN: 70.00 € / MAX: 150.00 €
Note alle Tariffe:

L´Hotel Sikania mette a disposizione dei suoi ospiti la sua spiaggia privata, attrezzata con lettini con tettuccio parasole, sdraio e ombrelloni.

IMPOSTA DI SOGGIORNO NEL COMUNE DI SAN VITO LO CAPO
si applica dal 01/04 al 30/11 di ogni anno;
L´imposta è pari ad euro 1, 00 al giorno a persona;
Sono esenti di imposta i minori sotto il decimo anno di età;

SUPPLEMENTI

Doppia uso singola al giorno
20, 00 €
35, 00 € in Agosto

Culla al giorno
15, 00 €

RIDUZIONI
Bambini 0 - 2 anni (letto con i genitori)
gratis

Bambini 2 - 12 anni
30% sconto 3° letto

Adulti 12 anni in poi
20% sconto 3° letto

PROMOZIONI
Luna di miele minimo 7 notti
10% sconto
(escluso periodo couscous fest e dal 18/09 al 29/09)

Vacanza lunga minimo 14 notti
10% sconto 2^ settimana
(escluso periodo couscous fest e dal 18/09 al 29/09)

AVVISI
Check-in entro le 16: 00
Check-out entro le 10: 00

TRANSFER

È possibile richiedere servizio transfer da/per l´aeroporto di Trapani (Birgi) euro 75, 00 o di Palermo al costo di Euro 85, 00 (fino a 3 persone); euro 10, 00 per ogni persona in più (fino a 8). Tempo impiegato da/per APT PMO 1 ora circa. Tempo impiegato da/per APT Birgi 50 min
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Sesso
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